Da oltre vent’anni nel bel mezzo dell’unico Parco naturale (solo su carta) presente sul territorio, l’Inviolata, un lembo residuo della più tipica campagna romana. La seconda discarica per estensione nel Lazio dopo quella di Malagrotta, inquina il sottosuolo, le falde e l'aria, ha ospitato i rifiuti di ben 150 comuni, arrivando a contenere nel 2005 oltre 3.000.000 di m3 di Rifiuti Solidi Urbani, attualmente serve 42 comuni dell'ATO 2. Capacità residua degli invasi: ESAURITA!

Da: Perizia d’Ufficio del Tribunale di Tivoli: (vedi allegato)
“Per quanto riguarda la veicolazione del percolato in profondità, dai calcoli effettuati ed ipotizzando un tempo di permanenza di percolato di circa un anno, si è valutata una infiltrazione nel sottosuolo, al di sotto del fondo della discarica, di almeno 18 metri. Se a meno di tale penetrazione dal fondo della discarica fosse presente una falda acquifera, questa ne sarebbe risultata certamente contaminata”, e ancora: “...prevalendo una situazione di moderata o forte stabilità, con vento debole o calmo, soprattutto durante la notte, esistono le condizioni per un ristagno in zona dell’aria… - ed inoltre – In tali condizioni l’aria, con tutto il particolato sospeso e/o gli eventuali contenuti gassosi, ristagna nella zona – ed infine - …a parere dei periti si deve concludere che l’area individuata per l’installazione della discarica non è delle più idonee ad assicurare l’assenza di emissioni maleodoranti”. (Botrè, Pecci, Rosso 30/1/1995)