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«Il parco al posto della discarica»

Guidonia: i cittadini scendono in piazza per chiedere la chiusura dell’Inviolata

Domenica 22 ottobre 2006

di ELENA CERAVOLO - IL MESSAGGERO

Il 7 novembre in occasione della riunione programmatica, prevista una nuova mobilitazione, ma a Roma alla Regione.

«Via la mondezza da Guidonia». Con questo slogan la Città dell'aria è tornata in piazza - ieri come dieci anni fa - per dire basta alla discarica dell'Inviolata e no a qualsiasi altro impianto ad alto impatto ambientale perché finalmente si possa arrivare all'apertura di quel parco archeologico istituito su quell'area, solo sulla carta, nel 1996. In almeno cinquecento si sono trovati ieri davanti alla stazione ferroviaria e lungo via Roma per manifestare la rabbia accumulata in «venti anni di vergogna» e per darsi un nuovo appuntamento: il 7 novembre torneranno "alla carica", questa volta sotto la sede della Regione in concomitanza con l'ultima riunione della conferenza programmatica istituita per la revisione del piano di emergenza rifiuti. In quella data si chiuderanno i tavoli di concertazione e forse sarà anche delineato il destino dell'Inviolata.
«In questi anni - ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - abbiamo lavorato contro l'ampliamento della discarica. Ora torniamo a mobilitare i cittadini perché il momento è cruciale: si sceglie il nostro futuro. E' necessario far sentire la nostra voce visto che nelle linee guida del piano per i rifiuti non ci sembra di vedere scelte ambiziose che mirino alla riduzione dei rifiuti e al potenziamento della raccolta differenziata». In piazza è sceso anche il sindaco Filippo Lippiello che non si è sottratto al "rito" della maglietta («Chiudiamo la discarica») stampata per l'occasione dagli organizzatori. E non ha potuto sottrarsi nemmeno alle critiche: «Vogliamo essere tutelati - ha detto Stefano Roggi, presidente del circolo locale di Legambiente - e il primo cittadino è il massimo responsabile della nostra salute. Vogliamo risultati: la chiusura della discarica senza compromessi. Diciamo no fermamente anche all'ipotesi di quell'impianto di preselezione al quale non vediamo il sindaco opporsi con la stessa chiarezza».
«Continuerò a lavorare - ha dichiarato da parte sua il primo cittadino - come ho fatto in questi mesi. Non cerco il consenso con facili slogan, cerco un percorso concreto per arrivare al risultato più alto possibile. Ribadisco che Guidonia deve essere necessariamente indennizzata per i danni che ha subito in questi venti anni. L'impianto di preselezione, solo e solamente ove fosse necessario per arrivare alla chiusura della discarica, dovrebbe essere tecnologicamente molto avanzato e pensato nell'ambito di un piano alla cui gestione possa partecipare attivamente l'amministrazione. E' necessario essere protagonisti per poter controllare modi e tempi fissati per arrivare alla chiusura degli invasi: la messa in sicurezza, la bonifica e l'individuazione di un sito di servizio in un altro posto». Ma sulla preselezione il no degli ambientalisti è fermo: «Tecnicamente significa mantenere aperta la discarica che, invece, questa città non vuole più in nessuna forma», dice Lorenzo Parlati.
La protesta il 7 novembre si sposta a Roma, sotto la sede della Regione. Per l'occasione saranno messi a disposizione dei cittadini alcuni pullman che partiranno dal piazzale della stazione alle ore 14 per essere a Roma mentre si deciderà sul futuro di Guidonia.

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