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Sequestro del deposito di carbone a cielo aperto del cementificio
Buzzi – Unicem Spa

LEGAMBIENTE LAZIO

Comunicato Stampa

Ambiente e Legalità: questa mattina il Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato nel Comune di Guidonia Montecelio un deposito di carbone su un’area di circa mq 15.000 realizzato dal cementificio Buzzi - Unicem Spa. Il deposito inquinava la falda acquifera e liberava polveri sottili che, a loro volta, erano fonte di inquinamento dell’aria. L’indagine era partita dalla Procura della Repubblica di Tivoli a seguito di un esposto di Legambiente Lazio.










Dichiarazione del Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, e del Presidente del Circolo Legambiente di Guidonia, Stefano Roggi: “Il fronte della legalità ambientale, costituito da Associazioni Ambientaliste, Procuratori della Repubblica sensibili e attenti alle tematiche ambientali, Forze dell’ordine chiamate al contrasto dell’illegalità ambientale – ha dichiarato il Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – ha conseguito un altro importante risultato: infatti il sequestro, effettuato dal Corpo Forestale dello Stato, avvenuto questa mattina nel Comune di Guidonia Montecelio del deposito di carbone a cielo aperto realizzato su un’area di circa 15.000 mq dal cementificio Buzzi – Unicem Spa (vedi DOSSIER>>>), è avvenuto sulla base di un esposto, presentato alla competente Procura della Repubblica di Tivoli, presentato da Legambiente Lazio e dal Circolo di Guidonia. La storia del cementificio Buzzi – Unicem Spa, è infatti da tempo oggetto dell’attenzione della nostra Associazione: si tratta infatti di un impianto obsoleto dal punto di vista industriale, collocato a ridosso del Parco Regionale della Inviolata, e, in più, collocato a ridosso della discarica di Guidonia, da tempo oggetto – ha concluso Parlati – di ipotesi di allargamento ulteriore, naturalmente a scapito del Parco della Inviolata. Inoltre, la centralina di rilevamento dell’inquinamento atmosferico a Guidonia ha registrato in un anno 89 giorni di superamento (35 giorni all’anno è il limite consentito per legge), un numero elevato per un Comune delle dimensioni di Guidonia, legato quindi alla presenza di attività industriali tra cui il cementificio Buzzi – Unicem Spa che è il più grande d’Europa. A conferma- aggiunge Roggi-, lo studio della Provincia stilato nel 2006 che ritiene le attività industriali della zona responsabili dell’inquinamento e lo studio epidemiologico della Regione Lazio del 1997 che, ritenendo la situazione nel comune “ambientalmente critica”, ha riscontrato una forte incidenza di patologie gravi come neoplasie, linfosarcomi, e malattie del sangue nel 400%-500% in più della media nazionale man mano che ci si avvicinava a cerchi concentrici allo stabilimento della Unicem.”

Roma, 2 Febbraio 2007

L’Ufficio Stampa

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